A volte sembra un gesto da nulla: rispondere a una chiamata, ascoltare un messaggio vocale o dare un’occhiata a una notifica.
Ma se stai guidando un muletto o un mezzo per la movimentazione merci, quel gesto può trasformarsi in una violazione delle regole di sicurezza — e portare anche al licenziamento per giusta causa.
Il Tribunale di Parma (sentenza 18 settembre 2025, n. 1068) ha confermato il licenziamento immediato di un lavoratore sorpreso a usare il cellulare con gli auricolari durante le manovre in magazzino.
Secondo il giudice, il comportamento era incompatibile con il rapporto di fiducia tra azienda e dipendente e costituiva una grave violazione dei doveri di diligenza e sicurezza previsti dal Codice Civile (artt. 2104 e 2087).
La sentenza è importante perché ribadisce un concetto chiaro:
le regole di sicurezza non sono facoltative, ma fanno parte integrante del rapporto di lavoro.
Non serve che l’azienda lo scriva in un regolamento: mettere a rischio la propria o l’altrui sicurezza è di per sé una violazione dei doveri fondamentali di ogni lavoratore.
Nel caso specifico, l’uso degli auricolari, la mancata attenzione ai richiami dei superiori e la sottovalutazione del rischio hanno portato, secondo il giudice, a una rottura definitiva del rapporto di fiducia.
E quando si tratta di sicurezza, la gravità dell’infrazione si misura non solo dal danno provocato, ma anche dal pericolo che si sarebbe potuto creare.
In fondo, è un messaggio forte e richiama quella cultura della sicurezza su cui è necessario fare leva:
la sicurezza sul lavoro non è solo una regola da rispettare, ma un segno di responsabilità e rispetto verso colleghi e azienda.
Ogni gesto, anche piccolo, mostra quanto ci sentiamo parte di una comunità che mette la prevenzione al primo posto.
Fonte: Sistema Ratio | Centro Studi Castelli – Barbara Garbelli
